Intelligenza lenta

Me lo avevano presentato come un alunno un po’ “indietro”, adesso forse lo diremmo con un giro di parole del tipo di “diversamente intelligente”. Allora, alla fine degli anni sessanta e nell’Appennino più lontano da tutto, dicevano semplicemente che Luciano  era un po’ “addietrato”, lento a capire insomma.

Capitò un giorno che arrivò il pulmino per fare le radiografie. La tubercolosi era ancora una piaga e la prevenzione si faceva, per fortuna, a tappeto e infatti ha avuto successo.

Dunque usciamo da scuola e andiamo poco lontano, lungo la strada,dove c’è l’unico spazio dove si può fermare il pulmino.

Intanto che aspettiamo fuori in fila ordinata l’autista ha notato un grosso ceppo  di funghi lungo il fosso e con aria furtiva chiede a Luciano “Sono buoni da mangiare?” e Luciano, scuotendo il capo all’insù in segno di diniego: “fa murì”.

Finiamo le radiografie, il pulmino si rimette in moto, noi ci mettiamo in fila per tornare a scuola “Maè,  aspetta!” Luciano mi chiama e, tolto dalla tasca un coltellino, taglia il ceppo di funghi e dopo averlo pulito sommariamente, lo mette nel tascapane.

“Ma Luciano cosa ci fai? Hai detto a quel signore che fanno morire!”

” E sì,  che li fo magnà a lù!”

Non ho potuto nè saputo replicare,  che diamine: era un alunno un po’ “addietrato”!


Intelligenza lentaultima modifica: 2010-03-22T13:51:00+00:00da scanfesca
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