La faccia di Gianni Rodari

In questi giorni alla radio spesso sento parlare di Gianni Rodari di cui si celebra la nascita e la morte..
Da qualcuno della sua famiglia  ho sentito raccontare dell’atteggiamento giocoso che manifestava anche  nella vita privata.
Così mi é venuto in mente che io l’ho conosciuto, e da abbastanza vicino e posso testimoniare che sì, è vero, aveva un modo giocoso, non leggero, ma giocoso, di prendere le cose della vita quotidiana.
E questo, credo, perché per lui il gioco e la fantasia erano fra gli aspetti della vita dell’uomo i più ricchi di speranza e di futuro.
Stavamo organizzando un importante convegno nazionale di una grande associazione giovanile, che avrebbe avuto per tema i rapporti fra fantastico e pedagogia.
Lo avevamo contattato per tenere la relazione principale e ci si doveva incontrare per mettere a punto la faccenda.
Era estate, l’incontro avveniva a Milano e non ci eravamo mai incontrati di persona.

DG che organizzava l’incontro assieme a me gli telefonò per prendere gli ultimi accordi.

Rodari: bene, ci vediamo lì, ma… come ti riconosco?
DG: io ho la faccia da bambino.

Non si stupì, non rise, non lo trovò bizzarro, anzi!
Quando alla fine ci incontrammo ci riconobbe subito e le prime parole furono :
“E’ vero, hai proprio la faccia da bambino!”
Ne seguì una giornata straordinaria di chiacchiere, risate e discorsi profondi dai quali nacque un evento straordinario  che significò molto per la nostra associazione.
Ma il ricordo più nitido che mi è rimasto è quello di quella  conversazione surreale che forse era tale solo per me , poco dotata di spirito giocoso..
A dire la verità nel mio ricordo anche Rodari aveva la faccia da bambino!

Quel sovversivo del mio babbo

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Fra le tante passioni  ho anche quella per le storie locali, quelle  che cronisti sconosciuti scrivono su luoghi che in fondo non importano molto a nessuno tranne a quelli  di lì (e neanche a tutti ).
Così nel paese di origine della mia famiglia,  Santarcangelo di Romagna, ho comprato un libro sulla vita fra fascismo e antifascismo “La notte delle bandierine rosse” di Gianni Fuzzi e Serino Baldazzi”  ed. in proprio e  ho scoperto che oltre ad un nonno anarchico (cosa che sapevo già)  ho avuto anche un babbo sovversivo. Buon sangue….
“Durante il 1932 l’antifascismo manifesta una certa vitalità. Agli inizi dell’anno i santarcangiolesi hanno la sorpresa di vedere il monumento ai Caduti  addobbato con piccole bandierine  di carta velina rossa. Dell’impresa vengono accusati  i minori Costa Stefanini , Riccardo Gobbi, Sante Morelli e Oberdan  Paolini i quali l’8 gennaio vengono sottoposti a custodia cautelare”
Insomma vengono messi in galera!
Fra loro c’è il  mio babbo. Naturalmente la cosa mi ha colpito molto e mi sono rivolta al Comune del paese romagnolo per avere notizie .
I funzionari,  con una cortesia e una solerzia che davvero va segnalata ad esempio, hanno trovato e mi hanno  inviato il verbale dell’arresto di mio babbo e i suoi amici.
Minorenni, avevano 17 anni quando si era maggiorenni a 21, vengono arrestati e tenuti in galera per alcuni giorni per avere appeso dei festoni con bandierine rosse al monumento ai caduti della prima guerra mondiale.
Il loro nome è scritto nel registro dei PREGIUDICATI, OZIOSI, VAGABONDI, PERSONE SOSPETTE.
Certo una idea dei delinquenti che mette paura!!!!
E assomiglia stranamente a dichiarazioni ben più recenti…
Chi li ha denunciati si ricrede, poi conferma, poi smentisce.. ” non può o non vuole” spaventato e incerto,  benché sia un  fascista come si dichiara a mo’ di qualifica.
Davvero erano tempi oscuri, altroché il fascismo dal volto bonario di cui si racconta.
A me questo babbo ragazzo che non potendo forse osare di più almeno fa un gesto di sfregio, sfotte il potere e la sua prosopopea mi sta simpatico,.
Non un eroe, ma un ragazzo qualunque che con l’incoscienza dei suoi pochi anni voleva affermare il suo diritto ad un gesto di sfida ai prepotenti.

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