le palle comete

Vacanze estive spartane, in una casetta in affitto in uno dei più piccoli paesini medievali dell’appennino marchigiano, Domo. Le figlie piccole  si abbandonavano ai giochi che in casa non si potevano fare fra i quali un pomeriggio ci fu la costruzione e il lancio delle “palle comete” cioè una palla di carta di giornale ben stretta con lo scotch, legata con uno spago con un capo lungo un mezzo metro che serve per fare ruotare la palla e poi, lasciando lo spago, farla volare.

Ma un elemento fondamentale per la bellezza, il fruscio che producono, ma soprattutto perchè servono da stabilizzatori, sono le due strisce di carta crespa colorata legate alla palla.

Dunque costruisco per le figlie le palle e loro escono a giocare, lanciandole sulla piazzetta, i bambini del paese guardano, ammirano, chiedono se si può provare. In breve inizia una serie di : “mamma ne possiamo fare una per…?”

In breve fuori della nostra porta c’era una fila di bambini con in mano qualche foglio di giornale come contributo e ne uscivano muniti di cometa, ma ad un certo punto il dramma: abbiamo finito la carta crespa e senza stabilizzatori niente volo..

Il bambino successivo girò sui tacchi e poco dopo si presentò con un rotolo di carta igienica: funzionava!

Lo spettacolo di tutti i bambini del paese che lanciavano contemporaneamente le loro comete sulla piazzetta riempiendo il cielo della sera di colori e di fruscii è rimasto indimenticabile.

le palle cometeultima modifica: 2012-03-14T16:28:58+00:00da scanfesca
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