fuori il verde

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Dei giochi fatti da piccola  d’improvviso me ne è venuto in mente uno davvero particolare.
Intanto si giocava soltanto nei giorni prima della Pasqua (evidentemente all’epoca anche i giochi rispettavano le stagioni) e per giocare ci si metteva d’accordo cioè un bambino diceva a un’altro “Ci stai con me a Fuori il verde ?” e se l’altro acconsentiva allora si cominciava.
intanto bisognava avere sempre in tasca, ben conservato, un rametto con foglie verdi (Il bosso andava benissimo) perché quando si incontrava il compagno uno dei due, il più svelto, diceva all’altro “Fuori il verde” sfoderando il proprio rametto e l’altro doveva rispondere mostrando il proprio rametto e allora poteva dire “Fuori il tuo che il mio non perde”.
Naturalmente poteva accadere che uno dei due non lo avesse oppure che fosse troppo sciupato… ma non c’erano grosse conseguenze.
Il rischio più grosso era quando ti facevano fare il bagno e allora se ti scordavi di andare a riprendere il rametto correvi dei rischi…
Il mio nascondiglio preferito era il risvolto dei calzettoni.
Come andava a finire?
Messa grande del giorno di Pasqua: al momento dell’ ite missa est c’era un correre dei bambini fuori della chiesa e il primo che diceva al suo compagno fuori il verde aveva vinto.
Cosa aveva vinto? Niente!
Lo dicevo che era un gioco davvero particolare!
Fatto di niente assoluto, solo la gioia e il gusto di cercarsi, di sorprendersi, di avere un accordo con un compagno, di avere un legame…
Ripensandoci a posteriori e con qualche nozione di significato e origine dei giochi questo strano rituale riservato in modo assoluto al tempo di Pasqua mi ha fatto pensare al valore simbolico del verde, delle foglie nuove, della primavera, della Resurrezione.
Giochi che si giocavano quando i bambini erano un po’  ingenui e poco esigenti.

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fuori il verdeultima modifica: 2012-12-08T19:26:09+00:00da scanfesca
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Un pensiero su “fuori il verde

  1. Mi ha colpito molto lo stile (ritmo, forma verbale) con cui il ricordo è scritto: colloquiale, a tratti appena un po’ concitato …
    Oltre al gioco, si impara una bambina che sta giocando, come se fosse sotto ai miei occhi.
    oltre alla piacevolezza del ricordo, le parole suscitano una grande tenerezza per la bambina che gioca e un poco di nostalgia per l’età (la mia) non più adatta a quelle gioie essenziali.
    Mi sarebbe piaciuto ascoltare anche con le orecchie questo ricordo perché avrei potuto vedere il brillio degli occhi, come se stessero nel gioco proprio ora. Leggere è stato come vedere la persona com’era nel suo passato. Ed è un’esperienza straordinaria se a quella persona vuoi bene.

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