la storia nell’armadio

In garage un vecchio armadio custodisce indumenti smessi e varie carabattole che non vedo da tempo. Per caso lo apro e mi trovo in una specie di scavo archeologico: tra le altre cose ormai dimenticate c’è anche una  pila di vecchie magliette di cotone, scartate per cambio di taglia o anche perché troppo portate…
Alcune però mi sembrano ancora molto interessanti, sono una specie di documento storico, testimoniano momenti e idee che in un modo o nell’altro sono passati.

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questa ancora non è passata ma va a giorni: chiedeva la rimozione del blocco contro CUBA…

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questa ricorda la rivolta di Praga: uno dei carri armati sovietici rimasto in una periferia fu dipinto di rosa diventando il simbolo della ribellione pacifista

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Questa l’abbiamo acquistata il Francia, da un gruppo di fuoriusciti spagnoli: in Spagna c’era ancora Franco e dunque prima del 1975: mi piace il disegno che sul fronte invita a uscire dagli scarponi militari per illustrare l’obiezione di coscienza alla leva militare e sul retro invita a non andarci…

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Idee di un po’ di tempo fa ma che ancora mi sento di condividere con me stessa….

e mi scuso che le ho fotografate senza stirarle… non mi pareva importante

 

 

accidenti a Chopin

Eugène_Ferdinand_Victor_Delacroix_043Abitavamo nel centro storico della nostra piccola città di provincia, in una vecchia casa con qualche secolo addosso che affacciava su un minuscolo giardinetto recintato da un muro…. l’appartamento al piano terra che dava sul giardino, che nessuno voleva come abitazione,  era stato affittato ad uno studente del Conservatorio.

Studiava pianoforte e veniva lì ad esercitarsi perchè a casa sua non ne potevano più.

Stava studiando Chopin, la Polacca op.53

 

Certo un pezzo non facilissimo… Ogni giorno lo ascoltavo arrampicarsi su per quella meravigliosa serie di note che salgono, salgono e sempre più veloci arrivano in cima e… poi si sciolgono in una melodia più distesa….

Solo che lui, il pianista, saliva, inciampava, ricominciava, saliva, saliva, inciampava, ricominciava… Nel vicolo stretto fra le mura delle case  la musica si amplificava e arrivava alla mia finestra limpidissima….

Non so più quante volte, esasperata, ho chiuso le finestre e poi mettendo il mio disco sul piatto ho lasciato fluire la musica che saliva, saliva e poi…finalmente si scioglieva e trovava il suo compimento. Altrimenti sarei diventata isterica