voglio il pallone e la bottiglia

Quando aveva circa 7 anni una delle figlie piantò un capriccio memorabile, tanto memorabile che ancora adesso lo nominiamo come una rappresentazione icastica della irriducibilità di certi caratteri e della mancanza di senso della realtà

Si giocava sulla spiaggia e all’approssimarsi della sera dopo aver provato ripetutamente a invitare L. a smettere di giocare con la bottiglia e il pallone con i quali aveva inventato non sappiamo più quale gioco per lei divertentissimo, abbiamo dovuto costringerla a salire in auto lasciando lì gli attrezzi.

imagesPianse, pianse  e con lei che gridava “voglio il pallone e la bottiglia” abbiamo percorso i circa 40 chilometri che ci separavano da casa. Intanto noi provavamo a farle capire che non era possibile, che avrebbe giocato ancora il giorno dopo, che ormai non gliene importava nemmeno più se ci pensava bene, poi abbiamo provato a coccolarla e anche a scherzarci su facendo diventare “voglio il pallone e la bottiglia uè” un gingle… niente da fare. Solo la stanchezza e il sonno vinsero questa volontà indefettibile.

Spesso le  persone che hanno delle opinioni molto radicate  davanti a dei miglioramenti e dei cambiamenti che sono parziali ma nella giusta direzione denunciano  questa parzialità e decretano: ci vuole ben altro, questo è solo una presa in giro e cose simili

A me viene in mente L. e la sua volontà di avere pallone e bottiglia e subito. Ma L. aveva forse 7 anni… e in seguito ha imparato la mediazione, almeno un po’. Uffa quanti benaltristi mi tocca sopportare ogni giorno e tutta gente che si intende di politica senza ricordare che è l’arte del compromesso e che quest’ultima non è una parolaccia, ma il succo del dialogo… Forse anche io a volte vorrei gridare che voglio un pallone e una bottiglia.

bambina_capriccioso