Il libro “rubato”

Nonostante la passione per i libri e i pochi soldi nella mia vita ho rubato soltanto un libro.
Anzi, non l’ho mai restituito…
E non si tratta della mancata restituzione del libro che ti hanno prestato e che non ti ricordi di ridare, no, io ho proprio deciso che non lo avrei restituito alla biblioteca pubblica dove l’avevo preso.
Non glielo avrei ridato perché non potevo proprio separarmene.
Per me era vitale averlo, copiarne delle frasi, rileggerlo, tenerlo con me.
Era “Niente di nuovo sul fronte occidentale”  di E.M. Remarque.
Un libro sulla prima guerra mondiale, scritto da un tedesco pacifista, un libro datato, anche un po’ retorico.
Non ho mai capito del tutto perché per almeno un paio di anni sia stato il mio libro del cuore, di cui sapevo a memoria pagine intere che mi ripetevo dentro di me provandone un grande piacere, commozione  e anche molta compassione per il protagonista che racconta le sue vicende di trincea.
Avevo circa quattordici anni e una vita difficile, da orfanella costretta dentro un collegio molto rigido dove tutto era proibito.
Probabilmente sentivo una certa somiglianza  fra la  condizione del protagonista e la mia, soprattutto quando lui descriveva il rimpianto per la sua giovinezza sprecata.
E’ una spiegazione che mi é apparsa chiara adesso… cinquant’anni dopo!

Mi sono sempre ripromessa di ricomprarlo per restituirlo, perché dalla  copia “mia”, quella sulla quale avevo conosciuto la storia, quella letta e riletta, sottolineata e ormai consunta non avrei mai potuto separarmi.
Ogni tanto, nei traslochi, il libro l’ho perso e altre l’ho ritrovato.
Adesso da qualche anno non so più dove sia.

Il libro “rubato”ultima modifica: 2009-08-20T17:21:00+02:00da scanfesca
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *