Peneremo un’altra volta

La nostra famiglia ha, come credo tutte, alcuni motti significativi. Uno di questi é
“peneremo un’altra volta”
che tradotto significa non già
” faremo penitenza ancora una volta ”
ma, al contrario:
 “se proprio dobbiamo soffrire… lo faremo in seguito, caso mai”
E’ un motto la cui origine ha una data, un luogo e un motivo preciso.

filosofia di vita,ricchezza
Avignone, anni ’80, siamo qui da un po’ di giorni e di solito si va a mangiare nella piazza principale, invasa dai tavolini di molti ristorantini che vi si affacciano, distinti solo dal colore delle tovaglie.
E’ del tutto indifferente dove ci si siede,  infatti servono tutti le stesse “zozzerie” come spaghetti bolognaise (meglio non tradurre), insalate dalla pulizia dubbia.. insomma non è proprio haute cuisine ma costa abbastanza poco e va bene così.
E’ l’ultima sera, percorriamo una delle stradine che sboccano nella piazza suddetta, passiamo davanti a un ristorantino che ha cinque minuscoli tavolini, tovaglie di fiandra, ben apparecchiati, con cestini e panini su misura (cioè minuscoli), l’aria curata e soprattutto pulita.
Evidentemente il mio sguardo rivela un certo desiderio.
E allora, con un gesto di grande signorilità che a decenni di distanza ancora ricordiamo, G. rivolgendosi ai tavolini affollati della Piazza grande che si vedono a poca distanza, esclama ” Vuol dire che peneremo un’altra volta” e mi sospinge verso uno dei tavolini deliziosi del minuscolo ristorante.
Una cenetta semplice ma preziosa, gustosa certo, ma soprattutto resa speciale dal fatto che per una sera ci concedevamo un lusso, sapendo che comunque prima o poi avremmo dovuto risparmiare, ma che in certi momenti é importante essere generosi con se stessi, sapersi concedere qualcosa di costoso, ma  che é alla nostra portata e che, soprattutto, ci rende la vita più lieve.
E’ diventato il nostro motto.. ormai in famiglia basta dire “peneremo un’altra volta” e con un sorriso superiamo la scelta fra qualcosa che è saggio ma deprimente e qualcosa che costa un po’ di più ma che ci fa sentire ricchi di una quantità di cose, anche se non di soldi.

Tieniti il tuo quintale di grano

Secondo me chiunque , se comincia a pensarci seriamente e se ha vissuto abbastanza, potrebbe trovare nelle abitudini della sua famiglia delle frasi guida che suggeriscono in modo sintetico e figurato un insieme di valori e di scelte di vita.
Ne ho già raccontati alcuni e me ne hanno fatti venire in mente altri.
Questo in dialetto romagnolo dice:
“tieniti il tuo quintale di grano”
e ha origine da un aneddoto, romagnolo anche lui.

Un tizio, estremamente povero, sa  qualcosa su di una persona molto ricca che costui non vuole si sappia in giro.
Il ricco allora dà al povero, per comprarne il silenzio, un quintale di grano.
(Ho sempre pensato che il segreto forse non era piccolo, ma la povertà del testimone così grande che anche una tanto modesta quantità di grano poteva bastare)
Dunque il testimone povero va a casa col suo grano, ma poi ci ripensa, va dal ricco e, restituendo il grano, gli dice:
“Tieniti il tuo quintale di grano che io voglio dire quello che mi pare”
In casa nostra é diventato il motto che usiamo ogni volta che vogliamo affermare che non c’è niente che possa valere la rinuncia alla libertà di pensare e di fare come vogliamo.
Secondo me siamo una famiglia non in linea con i tempi, ma… potete tenervi  il vostro quintale di grano!

*** Rileggo il post e mi accorgo della sua singolare attualità o inattualità… Tarantini, Lavitola,il Cav, oddio quanto siamo fuori moda nella mia famiglia